Trekking UniFi

Sito della Sezione Trekking del Circolo Dipendenti dell'Universita' degli Studi di Firenze

Pensando a Fabrizio


Normalmente cliccando su questo link avremmo trovato una piccola cronaca della giornata e tante bellissime foto.

Ma questa escursione ha avuto un epilogo drammatico, Fabrizio ci ha lasciato in un attimo e, ora che lo sgomento e il dolore si sono sedimentati e sono parte silenziosa  del nostro quotidiano,  abbiamo pensato di pubblicare la sua foto  insieme ai pensieri che ci hanno inviato alcune delle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

La sua grande passione per il trekking è testimoniata dalle splendide foto che ci ha lasciato e che scattava con l’entusiasmo di un bambino e la serietà di un professionista .

Questo è il nostro saluto a Fabrizio: lo ritroveremo comunque strada facendo, di trek in trek………..

La troupe ditrekintrek

 

 

Fabrizio Briganti,
La sua apparenza calma lasciava trasparire l’entusiasmo e l’energia che aveva dentro.

Francesco

 

Io non riesco a non pensare che al suo sorriso… era sempre sorridente,
dal momento del ritrovo la mattina presto – quando a me invece giravano abbastanza per la levataccia, – e come mi prendeva bonariamente in giro! – a quando alla fine della gita cominciavamo a salutarci. Il sorriso divertito di Fabrizio mentre scattava il cambio di calzini mio e dell’Anto alla fine del trek al Deserto dell’Accona “Nooo guarda queste… ” rimarrà per sempre nel mio cuore.

Lucia

 

 

 

 

 

Io: Brig mi porti lo zaino, sono stanca…
Brig: Via dammelo ma non lo dire a nessuno eh!!
Io: Va bene…Tilli il Brig mi porta lo zaino…che carino..
Tilli: Sì ma non lo vociare altrimenti te l’attacca ad un albero…
Io: Anto Il Brig mi porta lo zaino ma non lo dire a nessuno!!!!
Brig: Cau guarda dov’è il tuo zaino?? O piglialo!!!
Me l’aveva agganciato in cima ad un ramo alto, che non potevo arrivarci….
Brig…ci facevamo sempre gli scherzi e ci punzecchiavamo sempre…era l’affetto che ci legava…
Ti ricorderò sempre mentre ci schizzavamo con i cocomerini asinini a Giannutri e ti avevo imbrattato i pantaloni di verde…
Sarei sempre con noi!!!
Brig…ma quando ci siamo “persi” al Giglio??? E te che mi dicevi rimani lì…vado a vedere se c’è un sentiero…, non ti muovere…..non tornavi ma poi mi chiamavi che eri vicino ed io ero tranquilla perché sapevo che ero al sicuro e con te avremmo ritrovato la strada…infatti fu così….

Eleonora

 

Io non ho avuto molte occasioni di incontrarlo, e il mio ricordo è legato alla gita all’Abetone dello scorso autunno.
Se penso a lui, penso ad una persona estremamente disponibile, socievole e pronto ad aiutare gli altri nelle difficoltà. Ciò che mi aveva colpito era il suo sorriso, sempre presente e il suo sguardo intelligente con cui ti guardava e rispondeva ai tuoi quesiti. Mi ricordo anche il suo passo veloce e la sua capacità di meravigliarsi di fronte a paesaggi perfettamente conosciuti.
Sono felice di averlo potuto incontrare, anche se per brevi momenti, e vi sono vicina in questo momento di dolore per la sua ingiusta scomparsa.
Un abbraccio forte

Sandra

 

Pensando a Fabrizio, gli auguro che lassù possa finalmente scalare le vette più alte e più belle che avrebbe voluto scalare quaggiù e poter guardare panorami limpidi nel cielo azzurro.

Domenico

 

Caro Fabrizio, il tuo sorriso mi accompagnerà sempre ovunque.

Sarà il sole nelle giornate grige e l’energia nei momenti particolari della vita.
Ricordo una tua battuta alla Palmaria mentre Valeria ci dava informazioni sull’isola. A un certo punto Valeria disse: “La Palmaria è sotto l’egida dell’Unesco” e tu rispondesti:” Della serie unn’esco più”.

Sei stato il mio Angelo custode sui sentieri. Comparivi accanto a me con garbo e delicatezza offrendomi il tuo aiuto, nel caso ne avessi avuto bisogno, o mi invogliavi a mangiare il finocchietto selvatico e gli asparagi.
Sei stato una persona speciale e sono contenta di averti conosciuto.

Mi mancherai tanto, Fabrizio.

Ti voglio bene

Rosa

 

Con il gruppo trekking e con Fabrizio avevo trovato un modo di evadere,proiettare non solo lo sguardo,
ma corpo e l’anima, oltre l’orizzonte della mia finestra: riscoprire cosa significhi alzare gli occhi verso vette da scalare,
sentieri da percorrere: vi assicuro che stargli dietro era un gran da fare.
Con Fabrizio inconsapevolmente avevamo in comune la passione di vivere all’aperto, a contatto con la natura, e la professione di chimico: una combinazione eterogenea di interessi, che con un oscuro (almeno per me) sincretismo facevamo convivere dentro di noi.Io sono irrequieto e lo resterò sempre. Doveva esserlo anche Fabrizio:mai appagato anche raggiunta la meta; un vulcano in procinto di eruttare nuove idee, di lanciarsi in nuove sfide.
Era sempre il primo, ironico e sorridente, per nulla loquace quando si trattava di camminare: gamba lesta, lo sguardo che non ti perdeva mai, il sorriso raramente indulgente, il più delle volte benevolmente beffardo. Nel seguire i suoi passi avvertivi comunque l’umiltà per esser arrivato prima di te, mai l’umiliazione di averti battuto.
Fabrizio: tu eri il miglior “ambasciatore” del nostro personalissimo gruppo al quale, in questo momento, mi stringo ancor più: mi piacerebbe che adesso, dopo quanto è accaduto, portasse il tuo nome.
Attraverso la tua passione hai portato l’entusiasmo di pochi a molti, compresi me e Francesca.
Era tua la voglia di vivere con la natura.
A vederti camminare alla testa del gruppo, solitario, su creste di roccia o brulli ghiaioni, tra soffici prati come su lingue di sabbia, si aveva l’impressione che tu incarnassi la “libertà”… e per me lo sarai sempre.
Grazie.

Marco

Non ho avuto molte occasioni di incontrare Fabrizio, ma mi ricorderò sempre
la conquista della vetta del monte Capanne e le foto con i piccoli di gabbiano a Capraia.
Voglio ricordarlo alla testa del gruppo mentre arranco per tenere il suo passo…

Francesca

 

 

 

Di Fabrizio non potrò mai dimenticare il suo sconfinato amore per la natura e tutto ciò che ci circonda.
Il suo ricordo ci accompagnerà per sempre

Roberto

 

 

 

 

Ciao Fabrizio, sono certo che la Montagna ti ha tenuto con se perché, come tutti noi,
appena ti ha visto da vicino è rimasta affascinata in modo irresistibile dalla tua presenza.

Paolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Solo due parole dopo il funerale…….mi ricordo la sua “mania” delle foto ai funghi…..mi diceva:non copiare
Ciao Fabry

Fabrizio

 

 

 

Mi sono avvicinata al gruppo trekking da poco tempo, e fra i trekkers conoscevo già Fabrizio in quanto membro della mia stessa Facoltà.
Fabrizio era una persona davvero speciale, sempre disponibile, desideroso di fare e conoscere cose nuove e sempre attento alle esigenze altrui.
Il suo sorriso ci mancherà.

Dina

 

Era una persona entusiasta della vita e il suo sorriso, che ricordo in  modo particolare, mi illumina ancora gli occhi.
Si dice di chi muore in montagna che è volato verso cime più alte. Sono certa che su quelle cime ci sia uno splendido sole.

Angela

 

 

 

 

 

Pelmo, Antelao, Cristallo, Tofane, 5Torri, Lagazuoi, Fabrizio mi ascoltava attento mentre indicavo le cime della valle di Cortina oppure raccontavo di scalate fatte, mi guardava e i suoi occhi brillavano.
In montagna era un allievo modello, aveva fretta di imparare, ogni insegnante vorrebbe averne di studenti così nelle proprie classi.
Ho rivisto in lui lo stesso entusiasmo di quando io, appena adolescente, scoprii le dolomiti.
Era felicissimo di essere per la prima volta in montagna.
Mi sarebbe piaciuto salire sulle cime insieme, non ne abbiamo avuto il tempo.

Alberto

 

Ieri ha deciso di cambiare vita,un amico,un compagno di trekking,e lo ha fatto alla sua maniera,su un sentiero,tra valli e vette dolomitiche,nel silenzio della montagna,e a noi non rimane che ricordarlo per come era,simpatico,altruista,riservato,guida delle nostre gite ,e adesso guida spirituale del nostro gruppo,e diciamo grazie,Fabri,per quello che ci hai trasmesso,e per quello che tutte le cose belle per cui ti ricorderemo

Walter

Oggi, 30 di giugno,  ho preso lo splendido calendario ,stampato dal gruppo trekking,e girando la pagina del mese, su quella di Luglio, i miei occhi sono caduti sulla frase del mese, che guarda caso era del nostro Fabrizio, frase profetica:
“Cammina cammina….là dove finisce laterra ed inizia il cielo,vivono i miei sogni e le mie verità!!!!”
Che altro dire,ho solo bei pensieri, bei ricordi, di un amico prematuramente scomparso,che avrebbe avuto ancora tante cose da insegnarci,e allora ogni volta che affronteremo un sentiero,e arriveremo sul culmine più alto di un monte o di una collina,orientiamo il nostro sguardo là,dove finisce la terra,ed inizia il cielo,e sono sicuro riusciremo a ritrovare lo sguardo ed il sorriso del nostro amico!!

Walter

 

“La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io. Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.

Datemi il nome che mi avete sempre dato.
Parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate mai un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.

Continuate a ridere
di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa
come lo è sempre stato.

Senza alcuna enfasi,
senza alcuna ombra di tristezza.

La vita ha il significato di sempre.
Il filo non è spezzato.

Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vista?

Io non sono lontano,
sono solo dall’altro lato del cammino.”

Charles Peguy
mi sembra la meglio poesia da dedicare al nostro amico Fabry!

Walter

 

Felice chi con ali vigorose,
le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita,
si eleva verso campi sereni e luminosi!
Felice chi lancia i pensieri come allodole
in libero volo verso i cieli nel mattino!
Felice chi, semplice, si libra sulla vita e intende
il linguaggio dei fiori e delle cose mute! ” (C. Baudelaire)
Caro Brig questo eri tu………

Silvia

 

Mi sono svegliata stamattina presto e ho saputo che niente sarebbe stato più come prima.
Lui è rimasto su, ma nei nostri cuori sarà sempre presente.
Ciao Fabrizio, averti conosciuto è stata una fortuna per tutti noi.

Maria Laura